Forcelle per bici MTB

ottobre 2, 2012 No Comments »


La forcella è sicuramente il componente più importante di una Bici MTB, negli ultimi anni hanno subito un’evoluzione notevole, tanto che un biker alle prime armi si trova quasi spiazzato nel trovarsi di fronte a tante possibilità di regolazione e settaggio, di seguito verrà elencato la tipologia, le parti e una graduatoria di qualità fra le più comuni utilizzate sulla maggior parte delle bici.

Tra le marche più conosciute e montate sulla maggior parte delle bici in commercio troviamo FOX che produce forcelle di livello medio-alto e presente su bici MTB di qualità anch’essa medio-alta, Rock Shox leader di mercato che abbraccia tutta la gamma di bici anche più entry level così come Manitou, abbiamo poi Magura, troviamo anche l’italiana Marzocchi considerata come la specialista su forcelle lunghe e a sospensione idraulica, tra le altre troviamo per esempio Suntour e RST che molto spesso si vedono su bici entry level.

Volendo stilare una classifica di qualità e di conseguenza anche di prezzo fra le più comuni forcelle presenti su bici più commerciali, possiamo classificarle come segue, tenendo conto che ogni serie ha diversi modelli, ma il tutto in forma solo indicativa che serve a farsi un’idea generale.

  • FOX
  • Rock Shox Revelation
  • Rock Shox SID
  • Rock Shox Reba
  • Rock Shox Recon (Gold TK e Silver TK)
  • Rock Shox XC 32
  • Rock Shox XC 30
  • Rock Shox XC 28
  • E altre entry level come Suntour XCR, XCM, Rock Shox Dart 1-2-3, …
USO DELLE FORCELLE

Mentre anni fa le forcelle erano prevalentemente a molla ultimamente si stanno spostando sulla compressione ad aria, possiamo distinguere alcune categorie di utilizzo:

  • Cross Country/Trail/Marathon: sono le forcelle più comuni con escursioni che possono variare tra 80 mm fino ai 140 mm, con una media standard sui 100 mm per il Cross Country e 120/130 per Trail e Marathon, si trovano sia su MTB sia entry level fino a quelle più sofisticate montate su bici di alta gamma.
  • All Mountain/Enduro/Freeride: hanno escursioni che vanno dai 150 mm fino a circa 180/200 mm, hanno quindi maggior lunghezza, più si sale con l’escursione spostandoci verso il Freeride e più può aumentarne anche il peso, si trovano principalmente su bici MTB full-suspended più adatte per queste discipline.
  • Downhill: sono forcelle dall’enorme escursione che può variare dai 200 ai 300 mm, dove prevale la robustezza e la precisione del sistema idraulico, in quanto adatte per bici votate alla discesa e per percorsi molto difficili.
TIPOLOGIA DI FORCELLA

Le forcelle si distinguono essenzialmente in due categorie: telescopiche e a parallelogramma articolato.

  • Telescopiche: sono quelle più comuni sulle bici ed hanno l’obiettivo di aumentare il comfort e la tenuta di strada, hanno la parte superiore che è costituita dal canotto, dalla testa e dagli steli, uniti  al telaio attraverso la serie sterzo, mentre la parte inferiore con archetto e foderi è libera di muoversi in senso verticale.
  • A Parallelogramma: sistema non molto diffuso, dove gli steli della forcella mancano completamente e i foderi sono collegati al canotto dello sterzo tramite due bielle, il movimento viene prodotto dallo spostamento dei foderi secondo la direzione impressa delle bielle, che in rari casi è rettilinea mentre nella maggior parte è arcuata a “J”.
LE PARTI DELLA FORCELLA

Foderi: sono i cilindri all’interno dei quali scorrono gli steli, devono essere sempre ben lubrificati per evitare attriti, sopra sono previsti dei parapolvere che non fanno penetrare la sporcizia, sotto ci sono gli agganci per la ruota della bici, che possono essere di vario tipo come a sgancio rapido, a perno passante, Qr20.


Steli: sono due cilindri molto lisci per evitare l’attrito, che scorrono all’interno dei foderi, li possiamo trovare in alluminio o in acciaio, il diametro degli steli sta ad indicare anche il grado di rigidità della forcella.

Archetto: serve ad irrigidire l’insieme dei foderi in modo da mantenere la ruota della bici in asse.

Canotto: è il tubo che si inserisce nella serie sterzo, i più comuni sono in alluminio mentre per utilizzi più pesanti come discipline quali Downhill li troviamo anche in acciaio, se si acquistano forcelle nuove bisogna tagliarlo alla misura giusta secondo le nostre esigenze personali, una volta che viene tagliato è sostituibile solo dal costruttore, inoltre quando si acquista sull’usato una forcella tenere sempre a mente questa cosa perchè potrebbe non adattarsi poi alla vostra MTB.

Piastra: le troviamo in vari materiali come alluminio, magnesio, ecc.., è la parte che tiene insieme gli steli con il canotto, la piastra determina la rigidità della forcella, nelle discipline più pesanti le forcelle sono di solito preferibili a doppia piastra.

Ammortizzatori: all’interno di una forcella ammortizzata ci sono alcuni tipi di elementi ammortizzanti:

Gli elastometri semplici e non pesano molto, se non vengono compressi oltre la metà della loro lunghezza funzionano in maniera abbastanza controllabile, esistono compatti e microcellulari (MCU), i secondi sfruttano maggiore progressività.

A molle elicoidali sono più pesanti ma puntano tutto sulla qualità, il funzionamento ha la caratteristica di essere liscio e reattivo, la giusta progressività dipende dall’idraulica interna più o meno valida e si trovano prevalentemente in acciaio.

A molle + elastomeri: di tipo misto fra i due precedenti e con un peso forcella ancora ragionevole.un peso ancora ragionevole.

Ad aria compressa: la tipologia che sta diffondendosi sempre di più, è l’elemento elastico più leggero con una progressività ancora maggiore di quella degli elastomeri.

L’elemento elastico è il cuore della sospensione, può essere una camera pneumatica o una molla dove gli elastomeri non vengono praticamente più utilizzati, svolge la funzione di assorbire l’energia che le asperità del terreno producono sulla ruota in modo da far ritornare la sospensione alla sua posizione di riposo una volta superato l’ostacolo.

L’idraulica: ha il compito di modificare la velocità di compressione e estensione durante le varie fasi dell’affondamento e successiva estensione aperto, troviamo 3 tipi di sistemi:

I sistemi aperti che sfruttano per il funzionamento maggiore quantità di olio, sono affidabili e scaldano meno, versatili nella taratura ma anche più pesanti.

Le cartucce idrauliche invece sono molto leggere, con regolazione dall’esterno per quelle più sofisticate.

TPC (Twin Piston Chamber) sistema della Manitou, con gestione attraverso una sola camera idraulica sia nella fase di compressione che in quella di ritorno e contemporaneamente consente la libera espansione dell’olio in caso di surriscaldamento.

In un prossimo articolo vedremo la regolazione e altri termini usati per le sospensioni …


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